Casale Monferrato - Monferrato Resort

Casale Monferrato

LA  CITTA’
Casale Monferrato è una città ricca d’arte, storia, tradizioni e cultura, come dimostrano le dimore nobiliari, i palazzi storici, i monumenti, le chiese e i celebri castelli disseminati sulle colline monferrine.
Il centro storico, in particolare, rappresenta la migliore testimonianza dell’ illustre passato di Casale, con il castello dei Paleologi, la torre civica dell’XI secolo, il Duomo, uno dei più grandiosi esempi di architettura romanico-gotica del Piemonte, i palazzi di Via Mameli tra i quali quelli ove ha sede il Municipio, con l’elegante esempio di barocco casalese riconoscibile nel palazzo Treville, la Sinagoga nel caratteristico ghetto ebraico.

LA SUA STORIA
Sull’area casalese a destra del Po era sorto in epoca ligure o celto-gallica un agglomerato che con il nome di Vardacate divenne municipium romano. Dopo le distruzioni barbariche per la prima volta appare in un documento dell’archivio capitolare il nome di Casale di Sant’Evasio nel 988, dal nome del Vescovo di Asti che cristianizzò il borgo.
Entrato a far parte della marca del Monferrato sotto Aleramo, dopo la dominazione longobarda, il borgo fu distrutto nel 1215 da parte dei Vercellesi, con l’aiuto di Milanesi e Alessandrini.
Il comune risorge comunque poco dopo la sconfitta; estinta nel 1305 la dinastia degli Aleramici, sotto i Paleologi di Bisanzio diventa capitale del marchesato e, sotto il regno di Guglielmo VIII, nel 1474 sede di diocesi ottenendo il meritato titolo di città. E’ l’inizio di un periodo di grande rinascimento politico, religioso e culturale. Nel 1559 il trattato di Cateau Cambresis assegna il dominio ai Gonzaga di Mantova, che fortificano la cittadina.
Per tutto il Seicento Casale è sottoposta agli assedi di Spagnoli e Francesi fino alla pace di Utrecht del 1713, con il passaggio ai Savoia e la perdita del ruolo di capitale. Durante la guerra della Prammatica Sanzione per la successione al Trono d’Austria, l’occupazione di gallo-ispani nel 1745 causa gravi danni a chiese e conventi.
Subito dopo Casale fu investita dal vento barocco e per l’impegno dei nobili borghesi, nacque una elegante architettura nelle chiese e nei palazzi, tuttora ammirata. Arrivò la bufera francese e nell’epoca napoleonica, per riconoscimento di Bonaparte, Casale ebbe qualche miglioramento (Tribunale, Liceo, Caserme). Con la sconfitta di Novara resistette ad oltranza alle truppe austriache. Nella seconda Guerra d’Indipendenza fu il fulcro della strategia franco-piemontese.
Alla fine dell’800 Casale divenne “capitale del cemento” ( un esempio eclatante fu l’enorme cementificio costruito dal Gualino a Morano Po nel 1905 capace di produrre 400 mila quintali annui di cemento ) e nella seconda metà del ‘900 trasformò a fatica le proprie imprese indirizzandole al settore dei frigoriferi e delle macchine da stampa.

IL DUOMO

Superato il portone d’ingresso si viene accolti nel suggestivo ambiente del nartece, grandioso e rarissimo in Italia, che è forse la parte più notevole della costruzione, la cui volta a nove compartimenti è un capolavoro di statica; tale tipo di ingresso è unico in Italia mentre presenta numerosi richiami all’architettura armena e islamica ( quest’ultima forse dovuta alla presenza sul territorio di manovalanza schiava mussulmana ).
All’interno mantiene l’impianto del XII secolo con cinque strette navate.
In quella destra, la prima cappella ospita un gruppo marmoreo con l’Estasi della Maddalena (XVIII). Una piccola colonna con il monogramma di Cristo indica il punto in cui sarebbe stato martirizzato Sant’Evasio (una leggenda vuole che appoggiando l’orecchio alla colonna sarebbe possibile sentire scorrere il sangue del santo).
Nel transetto destro si apre la Cappella di Sant’Evasio, di forma ellittica, costruita a partire dal 1793.
Tipicamente barocca essa custodisce le reliquie del Santo Patrono di Casale conservate in una statua d’argento più volte rifatta in seguito a furti sacrileghi; nella cappella sono raffigurati momenti della vita del santo che predicò a Casale nel VII secolo e che fu decapitato sul sagrato della chiesa da lui  fondata.
All’interno della chiesa, all’altezza della navata centrale, troneggia il grande crocifisso ligneo di stile romanico rivestito in lamine d’argento dell’XI secolo, mentre la volta dell’abside affrescata dal casalese Costantino Sereno, rappresenta figure di angeli e santi e un Cristo benedicente.
Da ricordare anche il settecentesco altare maggiore così come anche il coro rococò dell’abside sopra il quale sono conservati alcuni ritratti del Guala.
La Cattedrale di Sant’Evasio ospita infine, nella parte posteriore, un ricco museo dove sono conservate alcune opere d’arte di assoluto valore quali mosaici, opere di oreficeria e manufatti tessili, che contribuiscono ad arricchire lo straordinario patrimonio artistico di questa costruzione.
Il 12 novembre, festa patronale della città di Casale Monferrato, si festeggia il ritorno delle reliquie del santo (trafugate dagli alessandrini dopo la distruzione del 1215 e ritornate a Casale nel Quattrocento), con la tradizionale distribuzione di galletti di pasta frolla.
Nella parte posteriore della Cattedrale di Sant’Evasio, nella sacrestia e nel deambulatorio dell’abside è presente un museo permanente con veri e propri tesori che arricchiscono ulteriormente il patrimonio artistico del Duomo di Casale Monferrato.
Nella “Cella Campanaria”, ex sacrestia del Duomo, troviamo esposte alcune interessanti opere di oreficeria e manufatti tessili di notevole pregio, oltre a preziose opere d’arte figurativa. Sulle pareti sono presenti opere quali Il battesimo di Gesù, opera del pittore Flavio Evangelista Martinetti e la Madonna col Bambino tra S. Liberata e S. Patrizio, opere databili tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo.
Ma il vero tesoro di questo Museo lo troviamo nel corridoio antistante la sacrestia, dove sono conservati alcuni dei maggiori capolavori della Cattedrale: i pavimenti di mosaico del XII secolo, rappresentanti scene bibliche, mostri di fantasia e scene di vita quotidiana.
I mosaici, risalenti cronologicamente al periodo della consacrazione della Chiesa, effettuata da Papa Pasquale II, furono fortuitamente ritrovati durante alcuni lavori di restauro ottocenteschi; dieci di questi capolavori furono pazientemente rimontati in pannelli con vista orizzontale e tutt’oggi sono visibili nel deambulatorio dell’abside.

Ulteriori informazioni disponibili sul sito Ufficiale del Duomo di Casale Monferrato: http://www.diocesicasale.it/

LA SINAGOGA ED IL MUSEO EBRAICO

Fu edificata nel centro del ghetto, in vicolo Salomone Olper, nel 1595. E’ un monumento di enorme interesse storico ed artistico e resta a perenne testimonianza della grandezza di una Comunità Israelitica Piemontese che tanto peso ha avuto nella vita di Casale Monferrato. Esternamente non presenta alcun interesse artistico, ma non appena l’occhio del visitatore si apre al suo interno ne resta ammirato per la ricchezza e la varietà delle decorazioni lignee e dei pregevoli stucchi di gesso.
Come ricorda un’iscrizione in ebraico murata all’interno del Tempio, l’Aron Ha-Qòdesh (Arca Santa) fu costruita nel 1787 e nel suo interno sono conservati i preziosi rotoli della legge. l’Arca è costituita da quattro colonne lignee monumentali con capitelli corinzi ed i motivi in legno di quercia con decorazioni floreali sono dorati, mentre le colonne sono dipinte di marrone per assomigliare al marmo su uno sfondo verde. L’interno dell’Arca è invece rivestito di damasco rosso e presenta decorazioni in legno dorato.
Ai due lati dell’Arca Santa si osservano due grandi stucchi rappresentanti uno Gerusalemme e l’altro una città non identificabile. Un’altra iscrizione in ebraico ricorda che nel 1866 “Per decisione dei capi, per volontà dell’assemblea, per generosità del popolo, fu richiamato ad una nuova giovinezza questo Tempio e fu aumentato in lunghezza davanti all’Arca Santa”. Risale a quella data la costruzione del pulpito in legno scolpito e dorato e l’ampliamento del matroneo.
Sulla volta è dipinto un bellissimo cielo sul quale campeggia a caratteri in oro un’iscrizione ebraica che significa: “Questa è la porta del cielo”. Sui muri della Sinagoga si leggono molte iscrizioni in ebraico ed una sola, a sinistra dell’Arca, è tradotta in italiano per sottolinearne l’importanza.
Nel 1969, per desiderio della Comunità Israelitica di Casale e per interessamento della Sovrintendenza ai beni culturali e architettonici del Piemonte, a cura dell’Ispettore Onorario arch. Giulio Bourbon, la Sinagoga è stata interamente restaurata. Dietro splendide grate in legno dorato, si delinea al piano superiore l’antico matroneo, dal quale le donne ebraiche assistevano alle funzioni religiose.
La mostra è allestita nel matroneo al primo e secondo piano e contiene pezzi di grande pregio e valore artistico alternati con documenti storici di enorme importanza. La sua realizzazione è stata possibile grazie al deposito di arredi per il culto da parte delle Comunità Israelitiche di Vercelli, Torino, Alessandria, Asti e Genova e di private famiglie ebraiche piemontesi. Fra gli oggetti esposti nella mostra vi sono numerosi e pregevoli rimonim (terminali per rotoli della Legge) e atarot (corone per i rotoli della Legge) sbalzati, cesellati o in filigrana d’argento.
Bellissimo e ben conservato è il parokhet (cortina per l’Arca Santa) del Seicento e il me’il (il mantello per i rotoli della Legge) della seconda metà del Settecento di velluto rosso ricamato con filo d’argento dorato.
In un’ala del fabbricato, sempre di proprietà della Comunità Israelitica Casalese, è stata riordinata la raccolta libraria della Comunità contenente manoscritti e testi religiosi. Accanto alla Biblioteca si può consultare l’archivio storico contenente fra gli altri i volumi con i verbali del consiglio della Università Israelitica di Casale dal 1588 ad oggi. Nella parte storica si possono ammirare le pergamene datate, firmate e bollate dai Marchesi di Mantova e del Monferrato, Guglielmo e Vincenzo Gonzaga e dal Cardinale Federico Sforza. Contengono tolleranze e concessioni alla popolazione ebraica. Vi si parla anche dei rapporti fra ebrei e cristiani e dei contributi che continuamente i Signori di allora esigevano per tollerare la presenza di quella Comunità religiosa fra le mura di Casale.

Da vedere inoltre all’interno del museo la parte dedicata ai “ lumi ” molti dei quali opera di famosi artisti contemporanei.

Ulteriori informazioni sul sito della Comunità Ebraica Casalese :http://www.casalebraica.info/?page_id=102

MUSEO CIVICO E GIPSOTECA BISTOLFI

All’interno del Chiostro di Santa Croce, dietro la facciata neoclassica del Magnocavalli (1758) troviamo il Museo Civico di Casale Monferrato. Il patrimonio museale qui raccolto, in buona parte frutto di donazioni e lasciti, può essere distinto in due principali collezioni permanenti: la pinacoteca al piano superiore e la gipsoteca al piano terra.
Fra le varie opere che lo costituiscono, il Museo Civico di Casale Monferrato annovera alcune opere del casalese Pietro Francesco Guala, tra i migliori rappresentanti del settecento piemontese quali: Il Giudizio di Salomone e il bozzetto con La Disfatta degli Albigesi (il dipinto è nella Chiesa di San Domenico).
Meritano di essere annoverate anche le Civiche Raccolte acquisite dal Comune tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 che comprendono opere di artisti lombardo-piemontesi dal XVI al XIX secolo; spiccano due bassorilievi in marmo raffiguranti Madonna col Bambino e Cristo alla Colonna del XVI secolo e la statua lignea di Sant’Antonio abate dell’inizio del XVI secolo, le tele dell’atelier del Moncalvo, il quale dipinse gli affreschi con storie di San Nicola da Tolentino strappate dal chiostro ed esposte nella Sala delle Lunette.
Fra le opere pittoriche non si possono non citare l’Autoritratto del pittore caravaggesco Niccolò Musso, i Santa Caterina e Santa Cecilia, opere di Francesco Cairo, il Gesù nel deserto nutrito dagli angeli del Moncalvo e la vivacissima galleria settecentesca di ritratti di Pietro Francesco Guala.
Al piano terreno del chiostro il Museo Civico di Casale Monferrato custodisce inoltre una ricca gipsoteca contenente oltre 100 opere dello scultore casalese Leonardo Bistolfi, uno dei massimi esponenti della cultura romantica, che spaziano dalle terrecotte ai bozzetti, dai gessi ai bronzi in un compendio dell’intera vita artistica dello scultore nato nel 1859.
ORARI : sabato,domenica e festivi 10:30-13:00/15:00-18:30
Per visite infrasettimanali, informazioni e prenotazioni telefonare alla segreteria Via Cavour,5 – 0142-444.249.

http://www.comune.casale-monferrato.al.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/664

LA TORRE CIVICA

Posta sul lato destro della centrale Via Saffi entrando in città anch’essa del XI-XII secolo fu abbellita da una cella campanaria (M. Sammicheli) sovrapposta nel 1504. Alta mt. 60 sovrastata da banderuola anemoscopio con stemma dei Gonzaga. A lato chiesa di S. Stefano con tele di P. Francesco Guala, Cairo, Caroto, Caccia “Il Moncalvo”.

Mappa Casale Monferrato : http://www.geoplan.it/mappe-cartine/mappa-comune-casale_monferrato-AL.htm

Musei Monumenti : File PDF